Sandro Savoldelli – Una breve biografia

Raccontarsi in poche righe non è mai facile. Farlo nei confronti di un pubblico eterogeneo ancora di più. Sono facilitato però dalla volontà di non indossare maschere, non più. 

Di sotto le tappe principali del mio CV, con il link per scaricare il CV dettagliato. A seguire una breve biografia.

Le tappe salienti del Curriculum Vitae

  • Nato a Terni (TR) il 13/02/1967
  • Conseguita maturità scientifica, con 60/60esimi, nel 1986, presso il Liceo scientifico G.Galilei di Terni
  • Laureato in Scienze Statistiche il 04/12/1991, con la votazione di 110/110+Lode, presso la Facoltà di Statistica de La Sapienza – Roma
  • Quadro Ferrovie dello Stato – Trenitalia dal 1994 al 2005 (business unit Strategie e Studi fino al 1999, DTR Umbria fino 2003, D.C. Trasporto Regionale fino al 2005)
  • Docente in Statistica dei Trasporti presso Scuola di Specializzazione in Economia dei Trasporti, dal 1996 al 2000
  • Consulente freelance in Analisi Statistiche e Ricerche di Mercato, con esperienze di formazione, dal 1999 al 2012
  • Responsabile Scientifico dell’Osservatorio sulla Povertà Infantile nel biennio 2004-2005
  • CEO di Savoldelli Ricerche dal 2012
  • Certificato Prince2 Practitioner (metodologia di Project Management), dal 17/09/2014
  • Iscritto al corso triennale di Counseling Olistico di Erba Sacra da agosto 2017 (sede di Roma).
Curriculum Vitae professionale dettagliato: SScurricul-Q0710

Biografia

Il periodo del liceo.

Approdo al liceo scientifico nell’autunno 1981 con alle spalle un buon curriculum scolastico nella scuola dell’obbligo. Trovo un ambiente ancora intriso di fermento post-sessantottino nel quale mi immergo. Il mio sogno di allora era una società egualitaria, che desse a ognuno le medesime possibilità e un livello di vita accettabile. Inizia il mio impegno nel movimento giovanile e le letture filosofiche dal socialismo utopista a quello “scientifico”, con qualche scorribanda nell’Illuminismo, tra Montesquieu, Saint-Simon, Engels, Voltaire, Blanc, Blanqui, Proudhon, Marx. Eletto quasi continuativamente tra i rappresentanti della componente studentesca, mi appassiono in discussioni a 360° con la professoressa Maria Grazia Di Mattia e il professor Anselmi che non finirò mai di ringraziare. Divento anche vice-segretario provinciale della FGCI, mantenendo però sempre una posizione tiepida sulla versione sovietica del comunismo. Trovo anche il tempo di fare sport (atletica leggera, mezzofondo) con discreti risultati a livello regionale, nonché di studiare.

Il periodo universitario

Ero sempre stato attratto dai giochi con i numeri e la matematica non era mai stato un mistero per me, bensì una piacevole scoperta di nuove possibilità e abilità. La facoltà di Statistica mi pareva fatta apposta per sfogare le mie brame numeriche e così è stato. Abbandonata per sempre la “carriera” politica, deluso da scandali, corruzione e anche da taluni personaggi dell’epoca, abbandonata anche l’atletica leggera, mi sono concentrato completamente in questa avventura. Terminata in tempo record (4 anni) e risultati più che buoni.

In questa fase maturo definitivamente la consapevolezza che l’utopia egualitaria non ha mai trovato applicazione e apro alle dinamiche auto-equilibranti del libero mercato, in netta contrapposizione allo statalismo e all’intervento pubblico nei mercati. Da allora credo fermamente nello studio e nella ricerca sociale e di marketing come strumenti per prendere decisioni razionali ed oggettive e tuttora mi stupisco spesso nello scoprire che non è questo il metodo seguito in Italia…

Le Ferrovie dello Stato – tra grandeur e implosione

Ancora oggi non ho capito bene come ho fatto a vincere il primo concorso pubblico al quale ho partecipato, per l’assunzione di n° 29 quadri laureati in Statistica presso la Direzione Centrale delle Ferrovie dello Stato. “I raccomandati sono molti di più dei posti disponibili...” era quello che sentivo dire spesso, cosicché mi sono presentato all’appuntamento senza molte aspettative. Il caso volle che nella Commissione sedesse tra gli altri un appassionato dirigente utopista. Utopista, sì, perché credeva nel lavoro e nell’onestà. Probabilmente è stato lui a creare degli squarci attraverso i quali è filtrato qualche NON-raccomandato. Onore quindi a Giuseppe Baldassari, l’utopista in questione. Onore anche ad altri bravi e validi dirigenti che ho conosciuto in seguito, prima che l’azienda venisse stravolta, violentata (?), asservita…

 

Eccomi quindi in FS, primissimi anni appassionanti, grandi progetti, una visione espansiva del ruolo di FS, le prime sfide lanciate dalle Direttive Comunitarie sulla separazione tra gestione dell’infrastruttura e dei servizi, nonché sulla separazione tra servizi pubblici e servizi a mercato. Ho avuto l’onore e il piacere di lavorare al servizio della Funzione Strategie e Studi diretta da Pietro Spirito, oggi Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale (), oltre che a stretto contatto con il già citato Baldassari e il dott. Aglianò. A tutti: grazie!

Mi occupavo in particolare di studi sul pendolarismo scuola-lavoro nelle aree metropolitane, di congiuntura dei mercati passeggeri e merci, nonché di analisi di benchmarking tra FS/Trenitalia e le altre reti e società ferroviarie europee. Ricordo con piacere anche le collaborazioni con università, centri studi e simili, che arricchivano il nostro lavoro e mettevano in circolo le nostre idee e metodologie anche all’esterno dell’azienda (Tagliacarne, Università di Salerno, Prometeia, Isfort…).

Finita l’era Necci però l’aria è cambiata. L’azienda si è avviata verso una lunga e dura ristrutturazione, con l’unico obiettivo di contenere il passivo, tagliare, tagliare, tagliare… Persi i punti di riferimento intellettuali (dott. Spirito in primis) e perso l’entusiasmo, accentuate alcune problematiche di contesto (strane figure estemporanee calate nei nostri uffici su input di vari sottosegretari del Ministero; presenza pervasiva e permanente di società di consulenza che ri-facevano il nostro lavoro occupando interi piani della sede centrale; ecc.) ho cominciato a progettare l’uscita. E così è stato, con una serie di passaggi intermedi, fino all’addio definitivo del 2005.

Il viaggio inizia

Ho allora deciso di costruire il mio percorso in piena autonomia, iniziando come freelance e con l’ambizione di crearmi una mia società di studi e ricerche. Il mio viaggio ha avuto inizio da qui, un viaggio non solo professionale ma anche umano e spirituale. Ho lasciato le certezze del posto fisso e abbracciata l’incertezza quotidiana. L’incertezza nella quale non sai mai cosa farai tra tre mesi e se ci sarà qualcosa da fare… Ma con il vantaggio di costruirmi da solo, mattoncino dopo mattoncino, accumulando esperienze, know-how, errori, soddisfazioni.

In seguito a coincidenze fortuite sono entrato via via in contatto con istituti di ricerca, società di consulenza, personaggi più o meno positivi. Ho cominciato a operare soprattutto nelle ricerche di marketing e negli studi trasportistici, lavorando a commessa con Sinetica International, Numero Blu, Tecnoser (dell’Ing. Fabio Ciuffini, grande persona…), Ambiente Città Territorio, Barometro srl, Creasys, Rome Field Research, B&C Marketing. Oltre a queste collaborazioni, in qualche caso protratte a lungo nel tempo, ho avuto anche clienti diretti, tra i quali spiccano Cogedi (Uliveto/Rocchetta), Uniontrasporti, Università degli Studi di Perugia, D’Appollonia, STS Consulting.

Con tutti questi sono vincolato a riservatezza su studi e lavori effettuati, a volte al servizio di grandi multinazionali, (la riservatezza è un must per chi realizza ricerche di marketing). In qualche modo posso dire alla fine di essere soddisfatto, dato che alcuni miei report sono finiti su tavoli importanti. Certamente non posso dire di essere diventato ricco… se non di spirito ♦ (LOL).

Alla formazione approdo invece molto per caso, dato che vengo contattato all’inizio del 2001 da Poste Italiane, per la precisione da una funzionaria dell’allora Divisione Corrispondenza, che aveva visionato il mio sito internet. Poste Italiane cercava allora fornitori di taglio tecnico-specialistico al di fuori del classico circuito delle società di formazione, per formare i propri dipendenti (sia della sede centrale che delle sedi periferiche) su temi concreti e costi inferiori a quelli di mercato. Dopo un primo corso in Statistica è iniziata così una intensa collaborazione, che ha toccato il culmine tra 2002 e 2003 ed è proseguita per qualche anno ancora, fino a che una ristrutturazione aziendale non ha toccato profondamente il settore formazione, resettando all’anno 0 il modus operandi dell’azienda. E’ grazie a Poste Italiane comunque che ho scoperto di avere un buon talento da formatore e sebbene non sia mai stata la mia attività principale ho proseguito, con esperienze in varie PMI, con l’Istituto Superiore della Sanità e anche svolgendo formazione individuale. Al momento di scrivere sto progettando corsi online da pubblicare nelle piattaforme Udemy e Lifelearning.

Con il passare del tempo ho cominciato a coordinare progetti e sistematizzato il mio approccio di Project Management grazie alla formazione in Prince2, metodologia leader nel Project Management, appunto.

Crescita personale e il counseling come quarto petalo

Da oltre 10 anni ho intrapreso un percorso di riflessione e crescita personale. Molto di questo rientra nella mia sfera personale e in questa deve rimanere. Tuttavia il modo di relazionarmi con i clienti e il modo di impostare il mio lavoro ne è profondamente influenzato. Tacere su questo significherebbe fare una presentazione a metà, o peggio mettere una maschera che non aiuta né a instaurare nuove relazioni né a mantenere quelle già in essere. E’ mio interesse invece avere un rapporto di collaborazione con persone che siano consapevoli di quello che sono e di quello che possono aspettarsi. Si può collaborare anche se non in sintonia, ma solo se se ne è consapevoli…

In questo periodo mi sono molto avvicinato a una visione olistica dell’esistenza, con un interesse crescente verso l’approccio buddista prima, e vedico poi. Il mio impegno è per il miglioramento continuo, in questa vita e in altre che ve ne dovessero essere dopo. Rispetto le persone con le quali collaboro e con le quali sono in contatto perché sono io il primo a essere convinto che siamo tutti parte dello stesso oceano, e questo mi facilita nel mettermi nei panni di chi ho di fronte. Se è un’azienda mi immedesimo nelle problematiche che mi vengono poste e cerco la soluzione migliore. Se è una persona ascolto e mi rapporto con totalità (l’ascolto empatico è il primo requisito per chi vuole fare counseling).

Sono ormai allenato a considerare l’esistenza di infinite possibilità: non dobbiamo restringerci al nostro punto di vista, ne risulterebbe una visione molto parziale… Applicato a uno studio sociale o di mercato ciò equivale a essere aperti verso i risultati dell’indagine senza avere una opinione predeterminata. Molti studi sono invece condizionati negativamente dalle opinioni predeterminate. Con un approccio più aperto si è in grado, viceversa, di scorgere aspetti insospettabili o nascosti, scovare insomma quegli insights che danno un valore aggiunto al lavoro.

Prediligo una ricerca cosiddetta human-centered. Ormai da qualche anno anche il marketing ha riscoperto il valore delle emozioni, per cui hanno trovato via via applicazione concetti come il lovemark, il brand engagement, l’archetypal marketing, ecc. Penso che per dare valore alle ricerche sul consumatore sia ormai imprescindibile partire dallo studio delle emozioni . Nel mio blog professionale ci sono diversi articoli che trattano queste tematiche.

Anni fa uno dei miei “maestri” spirituali mi disse che avevo, tra gli altri, il talento del “ricercatore di verità“. Questo mi ha spalancato gli occhi su molte cose, viste a posteriori. Mi è evidente, ora, che ho voluto essere ricercatore di verità studiando la statistica, uno dei modi e dei metodi per conoscere. Ho voluto essere ricercatore di verità eseguendo con passione i miei studi in Ferrovie dello Stato (poi Trenitalia). Ho voluto essere ricercatore di verità intraprendendo la professione del ricercatore di marketing. Ora voglio essere ricercatore di verità anche a un altro livello. 

Lavorare assecondando un proprio talento è molto importante. Anzi, è un vero e proprio spartiacque tra il fare bene o male il proprio lavoro. Non esistono persone non valide e che non hanno nulla da offrire: esistono però persone che non riconoscono e coltivano i propri talenti. Viceversa, le storie di grande successo sono sempre storie di talenti coltivati e assecondati. Storie di persone che hanno sprigionato l’essere straordinario dentro di loro e hanno raggiunto l’auto-realizzazione. A quel livello tra lavoro e passione non c’è più distinzione. Lo stesso termine “lavoro” non è più adatto a descriverlo. Ecco che, come diceva Steve Jobs, “l’unico modo per fare un ottimo lavoro è AMARE quello che fate“.

A proposito di talenti, con il tempo ho individuato altri miei riferimenti archetipici e “talenti”.  Uno di questi è l’essere guida, spiegare/svelare. Da qui la passione e capacità di fare formazione. Un altro è quello di “soccorrere” chi è in difficoltà. Da qui è nata la volontà di dedicarmi anche al counseling. Sono circa due anni che mi sto auto-formando nel counseling olistico e bio-sistemico, ora ho finalmente iniziato il percorso formativo “ufficiale” triennale necessario per svolgere questa professione.

Il counseling sarà quindi il quarto petalo delle mie attività, che non vorrei però più definire “lavoro”.

Dove tra il ricercatore di marketing, il formatore, il project manager e il counselor non c’è confine.  C’è solo … il ricercatore di verità.

Just give me a reason to passionate and I’ll take the world for you

 

 

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